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sabato 10 novembre 2012

Come motivarsi per dimagrire



Effettivamente quello della motivazione è davvero uno degli ostacoli principali in cui incappa chi inizia a seguire una dieta.

E allora ecco qualcosa di utile per voi!

COME RICONOSCERE UNA BUONA MOTIVAZIONE
La motivazione giusta ha varie caratteristiche:

♦ innanzitutto è PERSONALE, ciò che motiva tantissimo un’altra persona può non avere nessun peso su di te
♦ non è razionale: ovvero tu puoi RAZIONALMENTE sapere di avere tanti buoni motivi per dimagrire ma poi non SENTIRE la spinta ad agire, che è soprattuto emotiva e non razionale
♦ è continua, nel senso che non basta motivarsi un giorno, è una cosa che va fatta ogni giorno
♦ va distinta dal desiderio, magari io “desidero” dimagrire ma non sono motivata a farlo
♦ è verificabile: una motivazione funziona solo se alla fine AGISCI, altrimenti, per quanto possa essere ragionevole o bella… non è una motivazione
♦ infine la MOTIVAZIONE è legata a emozioni FORTI, sono quelle che ti fanno agire, non necessariamente positive.

Spesso abbiamo bisogno di “risvegliarci” da un torpore emotivo in cui siamo e darci una nuova spinta e la gran parte delle volte è molto difficile farlo da soli! Per fortuna ci sono oggi dei professionisti come i coach che fanno proprio questo: aiutano le persone a ricaricarsi e a trovare per ciascuno le PROPRIE personali motivazioni che funzionano.

Ritrovare la motivazione


♦ Concentrati sui sotto-obiettivi

In primo luogo, qualsiasi sia il tuo obiettivo in termini di benessere fisico, impara a concentrarti sui piccoli miglioramenti piuttosto che rimanere focalizzato esclusivamente sull'obiettivo finale. Se per raggiungere un determinato peso forma o una prestazione necessiti di mesi di allenamento sarà facile perdere la motivazione. Tuttavia, fissare degli obiettivi intermedi ti aiuterà a mantenere alta la tua motivazione e ti darà la possibilità di celebrare i tuoi risultati

♦ Misura e riconosci i tuoi progressi

Tenere nota dei propri allenamenti e dei propri risultati in termini di tempi, peso, costanza e sensazioni, è un buon metodo per essere costantemente a conoscenza di quanto abbiamo fatto e di quanto dobbiamo ancora fare. A seconda della propria predisposizione si può usare un diariooppure uno dei molti servizi gratuiti online (il mio preferito è http://dailyburn.com/) per tenere nota dei propri miglioramenti. Oltre a misurare è importante riconoscere i propri progressi, ovvero prendersi del tempo per “toccare con mano” il percorso fatto e rivedere quello che ci rimane da fare. Inoltre, per mantenere alta la motivazione, è utile fermarsi a constatare i cambiamenti positivi che si possono registrare. Per esempio, se l'obiettivo è perdere peso, fermarsi a gustarsi i pantaloni che stanno larghi o il buco della cintura in meno può regalarsi una rinnovata energia per continuare verso il nostro obiettivo.

♦ Premiati

Celebrare i propri risultati facendosi un regalo (un nuovo paio di scarpe, pantaloni, oppure un massaggio, una sauna, ...) o regalandosi una giornata diversa può essere molto importante. Premiarsi significa volersi bene e ribadire che la ricerca del benessere fisico è prima di tutto per noi. Inoltre, i premi e le celebrazioni aiutano a rompere la routine e allontanare la monotonia,, che rappresenta uno dei principali nemici della motivazione.

♦ No al bianco e nero

Avete solo mezzora e non andate a correre perché secondo il programma dovreste fare un'ora oppure vi colpevolizzate perché invece di 3 serie di addominali ne avete fatte 2? Se la risposta è sì, siete affetti dalla visione in bianco e nero. Quando siamo focalizzati su un obiettivo il rischio è quello di adottare una visione del tipo o tutto o niente. L'adozione di questa attitudine può rappresentare un ostacolo al mantenimento della nostra motivazione ad alti livelli. Chiaramente e oggettivamente la differenza c'è, ma spesso non è così grande; inoltre possiamo scegliere di focalizzarci sul fatto che nonostante fossimo stanchi o avessimo poco tempo siamo comunque riusciti a fare parte dell'allenamento piuttosto che saltarlo in toto o rimproverarci.

♦ Accetta le giornate no

Gli imprevisti esistono, accettatelo. Nessuno è motivato al 100% ogni giorno. Quando avvengono imprevisti o semplicemente vi sentite che non è giornata, non rimane altro che dedicarvi del tempo per voi stessi. Il rischio è quello di prendersi troppo sul serio e iniziare a processarsi e dirsi quanto cattivi e inadatti siamo: fermate sul nascere queste voci e non permettetevi di demolire la vostra autostima. Quanto più velocemente accetterete le “giornate no” tanto più velocemente passeranno e potrete ritornare a ricercare il vostro benessere fisico con la motivazione di prima e con la vostra autostima intatta, se non aumentata. Personalmente ritengo che saltare un allenamento o sgarrare la dieta e poi riprendere con regolarità è un segno di grande forza mentale e di motivazione, di fronte ai normali imprevisti della vita. Una delle chiavi della motivazione è proprio la serena accettazione delle difficoltà.

♦ Non avere paura di cambiare approccio

Durante il percorso verso il nostro obiettivo può succedere che si senta la necessità di cambiare approccio. Può essere che tu stia seguendo il tuo programma alla lettera ma che non ti dia né soddisfazione né divertimento; in tal caso non avere paura di sperimentare. Cambiare approccio per cercarne uno più stimolante e divertente non significa fallire, anzi, nella maggior parte dei casi significa proprio il contrario. Alcuni esempi di nuovi approcci sono: intervallare uno sport con un altro (corsa con spinning, nuoto con step, ...), cambiare palestra o giro, oppure semplicemente giorni della settimana o metodologia di allenamento.

♦ Tieni a mente il tuo obiettivo iniziale

Se senti che la tua motivazione sta scendendo cerca di richiamare alla memoria i perché iniziali del tuo obiettivo. Se il tuo obiettivo era allineato con i tuoi valori ed era posto nel giusto modo vedrai che riuscirai facilmente a tralasciare i problemi e le difficoltà del momento e a concentrarti sul vero obiettivo.





La motivazione: un segreto avvolte sottovalutato

Quante volte ci imbattiamo in un progetto, desideriamo qualcosa, ci prefissiamo un obiettivo, m a ad un certo punto ci troviamo bloccate per strada? Non per questo bisogna demordere, ma piuttosto bisogna ritrovare ciò che nelle prime fasi faceva apparire l'obiettivo vicino a noi: insomma, di qualunque cosa si tratti, c'è sempre un motivo dietro ogni scelta o decisione, ma cos'è allora che è venuto a mancare? Parliamo di lei, la motivazione.
Possiamo affermare, in maniera chiara ed esaustiva, che la motivazione è l'espressione di dinamiche che inducono un individuo ad una determinata azione. Un aspetto diventa subito evidente: la motivazione è un'astrazione, quindi un processo rilevabile solo indirettamente, e a consentirne l'osservazione è la valutazione del comportamento ad essa legato.
Il rapporto che ognuno di noi ha con una qualsiasi attività è fortemente influenzato dalla componente motivazionale. Ogni volta che decidiamo di intraprendere un'attività, così come quando decidiamo di interromperla, abbiamo sempre un motivo, che può essere più o meno conscio e che alimenta il nostro comportamento. Appare dunque evidente come la motivazione sia un fattore squisitamente psicologico, che ha una forte relazione sia con il riuscire a svolgere con continuità un'attività, sia con la probabilità che lo svolgerla ci porti dei benefici tangibili e non diventi, invece, un'inutile occupazione giornaliera di quelle che accrescono un corrosivo senso di insoddisfazione.
Analizziamola dal punto di vista psicologico. Si individuano 2 aspetti fondamentali riguardo la motivazione, ciascuno specificato in 3 punti:

1. La motivazione alla riuscita:
  • la forza dell'orientamento individuale al successo;
  • la probabilità percepita di avere successo;
  • il valore incentivante del successo.
2. La motivazione ad evitare l'insuccesso:
  • la forza dell'orientamento individuale a evitare o ritardare l'entrata in compiti di riuscita;
  • la probabilità percepita d'insuccesso;
  • il significato attribuito all'insuccesso.

Facciamo un esempio pratico. La riuscita personale in un'attività fisica o sportiva così come la continuità nella pratica sono influenzate da questi 2 aspetti.
Per cui siamo motivati a praticare uno sport:
1. se pensiamo che con l'esercizio i benefici diventeranno per noi utili e importanti;
2. se crediamo fortemente che la riuscita nel raggiungere gli obiettivi prefissati dipenda da noi e non da fattori esterni che non possiamo controllare;
3. se i benefici che ci siamo proposti di ottenere risultano essere ai nostri occhi particolarmente importanti e degni del nostro impegno e del nostro tempo, quindi se i benefici sono superiori ai costi ("Quanta fatica mi è richiesta?" e "Quanto mi interessa raggiungere quel risultato?").
Siamo demotivati quando:
1. abbiamo timore di impegnarci in un compito che può sviluppare effetti positivi così come un fallimento;
2. pensiamo che la probabilità di fallire nel compito prefisso sia alta;
3. viviamo in maniera spiacevole l'insuccesso, sopportandone a fatica le conseguenze emotive.

A questo punto verrebbe da chiedersi: "Quante volte mi sono sentito in grado di poter raggiungere un qualunque obiettivo con l'impegno necessario, e quante volte è prevalsa la paura di fallire e di essere giudicato?" Nel caso ci siamo sentiti spesso nella seconda condizione è utile tenere presente che - nello Sport come nella vita - "non provare" e "non mettersi in gioco" per paura di fallire, alimenta un circolo vizioso per cui non si fa nulla proprio per evitare di sbagliare e così facendo aumenta la percezione che abbiamo di essere incapaci e di essere considerati dagli altri come persone di scarso valore.
Sport, Motivazione nella Vita
Interrompere questo cerchio è possibile e può sembrare estremamente semplice o al contrario impossibile. La soluzione è iniziare a fare, mettendo in conto che non riuscire è una possibilità ma non l'unica.
Accettando varie sfide che hanno portato successi ed insuccessi, si riesce nel tempo a sentirsi una persona migliore, più capace e maggiormente in grado di far fronte agli imprevisti della vita. Per fare un paragone diretto, lo sport può essere veramente considerato una palestra di vita. E noi abbiamo la stessa voglia di affrontare la vita?