sabato 15 dicembre 2012

Dimagrire: e se non fosse solo colpa del grasso?


COME DIMAGRIRE?

Banalmente: eliminando i problemi metabolici che hanno dato inizio all'accumulo di grasso. Questo perchè avvolte alla base del "peso" in eccesso (e capirete perchè ho usato la più generica parola "peso" invece di "grasso") non vi sono solamente eccessi calorici ma anche errate abitudini alimentari. Vediamo alcune delle possibili cause.


1 ° problema: eccesso di calorie, come risolverlo?

Ok questa è banale. Semplice direte voi... mangiando meno! ...Sbagliato! Non si tratta di mangiare meno ma di MANGIARE MEGLIO! Avete mai visto su certi giornali la comparazione tra due tipi di alimenti? Sembra impossibile ma hanno ragione!
Un esempio: un etto di salame equivale più o meno a 400 g di pesce spada alla griglia + due etti di verdura alla griglia + 10 g di olio di oliva... Traetene le conclusioni!

2° problema: eccessiva riduzione di calorie, come risolverlo?

Questo è il più comune errore alimentare nel quale ci cascano molte ragazze - mi ci metto anch'io di mezzo. 
Obesi con 700 Kcal al giorno? Impossibile ma vero!! Il problema è in realtà più complesso: assumere solo 700 kcal al giorno, o comunque una quantità di energia nettamente inferiore a quella necessaria, in un primo periodo può dare discreti risultati che poi vanno esaurendosi nel giro di poche settimane; sapete perché? Perché si verifica una riduzione del metabolismo basale: l'organismo si abitua a sopravvivere con meno calorie, abbassando le proprie funzioni. Questo fenomeno comporta: diminuzione delle energie da dedicare alle attività quotidiane, stanchezza cronica, diminuzione del desiderio sessuale e delle masse muscolari.
Ma gli effetti negativi di un simile approccio dietetico non sono finiti. Per un meccanismo di difesa il corpo tende ad ottimizzare l'apporto calorico fornito dalla dieta, il che significa che al primo sgarro alimentare il vostro corpo sarà bravissimo a trasformare le calorie in eccesso in grasso di riserva.
Ecco perché: UN APPROCCIO CALORICO TROPPO RESTRITTIVO ASSOCIATO A SALTUARIE ABBUFFATE (ne basta anche una ogni 10 giorni) NON PUO' FUNZIONARE.
Se seguite un simile programma dietetico rivoluzionatelo ed iniziate a mangiare di più e soprattutto meglio.

3° problema: pasti troppo consistenti e infrequenti

Sforzatevi di aumentare il numero di pasti giornalieri almeno a 4 frazionando ulteriormente gli alimenti nell'arco della giornata e non sottovalutate l'importanza di una abbondante colazione (ricordiamo che alla mattina il metabolismo è molto veloce e le calorie vengono bruciate più velocemente) che non va mai saltata! Riprendete in considerazione lo spuntino pomeridiano per evitare di strafare a cena.

4°problema: stile di vita sedentario e mancanza di attività fisica

Sforzatevi di allenarvi almeno tre giorni alla settimana, anche se l'ideale sarebbe andare in palestra 4-5 volte alla settimana. Se avete molti Kg da perdere (10 o più) eseguite un breve circuito di potenziamento muscolare all'inizio della seduta a cui far seguire un esercizio aerobico CONTINUO della durata di ALMENO 40 MINUTI ad INTENSITÀ MODERATA, ma no troppo. Se invece volete solo eliminare un po' di grasso ostinato chiedete al vostro trainer di fiducia di crearvi un programma basato sul circuit training.

5 ° problema: accumulo di tossine

Eccoci arrivati al punto... Come risovere questo problema? Il metodo è abbastanza semplice: ridurre l'introduzione di cibo significa lasciare all'organismo maggiori quantità di energie da dedicare alla disintossicazione. A questo scopo (un giorno alla settimana) può essere utile  ridurre l'apporto calorico e preferire cibi ricchi di antiossidanti come la frutta.
E' importantissimo ridurre al minimo l'introduzione di tossine con la dieta (pesticidi, derivati della plastica, eccesso di alcol) anche durante gli altri giorni della settimana .
Da notare il paradosso: il dimagrimento favorisce l'ossidazione delle scorte lipidiche che a loro volta aumentano la quantità di tossine in circolo, questo processo stimola il corpo a immagazzinare nuovamente più grasso possibile per proteggersi da questo eccesso di residui tossici. Cosa possiamo fare a tal proposito? Bere! Cercate di bere almeno due litri di acqua al giorno, anche di più e preferite acque povere di sodio. Ricordatelo, specie se siete abituati a bere poco, vedrete subito la differenza.

6 ° problema: resistenza all'insulina, come risolverlo?

Preferendo alimenti ricchi di fibre (verdura, frutta, cereali integrali) e riducendo il consumo di zuccheri semplici (dolci, banane, uva, farine e cereali raffinati), si evitano tutti quegli inutili sbalzi glicemici che a lungo andare predispongono il soggetto al diabete di tipo II.

7° problema: dieta iperproteica.

La funzione delle proteine introdotte con la dieta è quella di intervenire nel turnover proteico, ovvero nella sostituzione delle proteine corporee danneggiate o degradate. Il corpo può anche utilizzare le proteine a scopo energetico ma questa operazione porta ad un inutile sovraccarico epatico e renale. Se invece i carboidrati ed i grassi introdotti con la dieta sono sufficienti a coprire le richieste energetiche le proteine in eccesso vengono trasformate in grasso.
Per favorire il dimagrimento aumentate leggermente l'apporto proteico nella vostra dieta ma evitate di andare oltre gli 1,5-2 g di proteine/die per Kg di peso corporeo in relazione al vostro livello di attività fisica.

mercoledì 28 novembre 2012

Addome piatto? Allena la cintura!


Il corpo umano é composto da tanti muscoli che lavorano sempre in sinergia tra loro, contraendosi da una parte e rilassandosi da un'altra. Se pieghiamo ad esempio il braccio per flettere il bicipite, ciò é possibile poiché contemporaneamente all'accorciamento del bicipite il muscolo opposto, il tricipite, si allunga. Idem su tutto il corpo. Ora se noi focalizziamo tutti i nostri sforzi ed i nostri allenamenti solo sui retti addominali, otterremo l'azione opposta. Il corpo per bilanciare l'eccessiva contrazione dei retti addominali che rischierebbe di farci camminare curvi, attiva dei meccanismi di decontrazione in modo tale che il busto rimanga dritto. Quindi in un certo senso più sviluppiamo i retti addominali più l'addome sarà sporgente! Bella fregatura direte voi. Esatto bella fregatura e provocata con le nostre mani.

Qualche decennio fa quando il mondo del fitness non esisteva, nelle poche palestre che c'erano non si diceva "allenare gli addominali" ma si usava una espressione meno tecnica ma molto appropriata: "allenare i muscoli della cintura".

I muscoli della cintura non sono altro che tutti i muscoli che vi avvolgono, appunto come una cintura, da davanti a dietro. Essi comprendono tanto per citare i nomi, i retti addominali, gli obliqui, il traverso, i lombari.

Se alleniamo insieme tutti questi muscoli otterremo finalmente un addome piatto e se vorremo vedere poi i famosi cubetti, non basterà far altro che una dieta appropriata e un po' di aerobica.

Vediamo ora nel pratico cosa fare. 
Lasciate perdere le decine di crunches, crunches inversi, crunches con la gamba accavallata, crunches alla palla svizzera, sollevamenti delle gambe. Questi esercizi lavorano sempre e solo i retti addominali, dovete fare altri esercizi, L'allenamento dovrà essere vario e comprendere un esercizio per ognuno dei muscoli della cintura.

Retti addominali/Obliqui: 
Eseguite i sit ups con torsione con le gambe piegate. Non appena inizia la salita del busto, tramite le braccia che saranno poste dietro la testa, incominciate a ruotare il busto per arrivare a toccare alternativamente con un gomito in mezzo alle gambe. Eseguite due serie da 20 ripetizioni ognuna. Quando sarete in grado di eseguirne un numero maggiore tenete dietro la nuca un disco da 2 kg o più.

addominali obliquiObliqui: 
eseguite i side bend o flessioni laterali con manubrio. In piedi impugnate un manubrio e flettete il busto dallo stesso lato del manubrio senza piegarvi né dietro ne avanti. Curate la respirazione: inspirate quando vi abbassate ed espirate con forza quando salite. Durante la salita se l'espirazione é fatta correttamente avvertirete distintamente contrarsi e appiattirsi la parete addominale. Il peso del manubrio dovrà consentirvi di eseguire 15 ripetizioni. Non appena riuscite a superarle passate ad un manubrio di peso maggiore.

Traverso: 
questo muscolo largo e piatto contiene tutti gli organi interni. Rinforzarlo non solo conferisce piattezza all'addome ma migliora la digestione e le funzioni intestinali nonché l'attività cardiaca. Dopo aver saputo della sua importanza, lo volete forse tralasciare? Allenatelo con il vacuum, un esercizio derivato dallo yoga. In piedi o seduti espirate completamente l'aria dai polmoni poi, a bocca chiusa mimate una profonda inspirazione. Avvertirete un effetto di sotto vuoto (vacum vuol dire appunto sotto vuoto) che vi farà rientrare l'addome all'altezza dello stomaco e la gola all'altezza della fossetta del giugulo. Tenete questa posizione 5 secondi, inspirate profondamente a bocca aperta e ripetete la procedura per dieci volte. Con la pratica arrivate a tenere lo stato di sottovuoto fino a dieci secondi.

Lombari: 
sollevamenti del busto o iperestensioni da eseguire all'apposita panca. Anche qui come nei side bend durante la risalita espirate con forza e avvertirete l'appiattimento dell'addome. Quando sarete in grado di compiere agevolmente venti ripetizioni, abbracciate al petto un disco da 2 kg o più.

Sit ups con torsione alternata- 2 x 20
Side bend con manubrio- 2 x 15
Vacuum- 10 volte
Iperestensioni- 2 x 20
  
In tutto sono quattro esercizi che non vi prenderanno più tempo dei soliti crunches nelle varie versioni, ma vi renderanno i muscoli della cintura forti e compatti e potrete finalmente dire: Marsupio? No grazie!

giovedì 22 novembre 2012

SOS: non mangio ma non dimagrisco!

Oggi voglio parlare dell’alimentazione legata a un percorso di dimagrimento

Capita avvolte di chiedersi come mai, digiunando o mangiando poco e niente, si perdono muscoli ma poco grasso corporeo. Questo problema è abbastanza comune ed ora provo a dare una risposta in modo semplice e diretto.

Il motivo per cui, chi si costringe al digiuno o quasi, si ritrova a perdere massa magra, mentre la massa grassa rimane lì al suo posto, è in realtà piuttosto semplice.
Ogni volta che privi il tuo corpo del nutrimento di cui ha bisogno, nell’organismo scatta un allarme che dice:
“Ehi!! Qua non c’è nutrimento, teniamoci stretti i grassi e andiamo a mangiare muscolo, così ne abbiamo meno da mantenere e ci serve ancor meno nutrimento per sopravvivere!!!”
E’ una sorta di autodifesa che abbiamo ereditato dai nostri avi, i quali passavano i famosi mesi di carestia in cui il cibo era davvero scarso.

Andando a prendere il nutrimento dalla massa magra, il nostro corpo ottiene il doppio vantaggio di “nutrirsi” e consumare muscolo che quindi non dovrà più mantenere!
Mentre si tiene stretto il grasso superfluo come estrema riserva!
Ovviamente non è questo il nostro obiettivo!
Con un’ alimentazione risicata, scatta questo allarme che, oltre a essere un buon sistema autodistruttivo,  provocata una serie di disagi non indifferenti e alla lunga, molto gravi!
Il modo in cui dovrai affrontare un percorso di dimagrimento prevederà:
  • Alimentazione equilibrata, con un’attenzione alla qualità di ciò che si mangia, piuttosto che alla quantità.
  • Allenamento costante e mirato.
Stop! Nient’altro!

mercoledì 21 novembre 2012

Allenamento blando-brucia grassi VS allenamento High Intensity

La “teoria” dell’allenamento blando e protratto nel tempo ha dei grossi limiti, sopratutto se ci alleniamo solamente in questo modo per un periodo (intesto come settimane e mesi) eccessivamente lungo.

Come faccio a sapere se è ora di dare una svolta al mio allenamento?

Dipende dal sovrappeso e dal livello di allenamento. Se avessi una decina di kg da perdere e avessi bene o male sempre svolto un’attività fisica, allora questo periodo potrà essere inferiore a un mese. Al contrario, se avessi un grave sovrappeso e non ti fossi mai mosso, questo periodo potrà protrarsi fino a più mesi.

Come funziona l’allenamento più breve ma tremendamente efficace?

L'allenamento che ti consentirà di dimagrire di più allenandoti per meno tempo è semplicissimo. Si tratta dell’Interval Training. Riassumendo, l’ IT altro non è che un allenamento di intensità variabile intervallato.
Per farti capire meglio, dopo un adeguato riscaldamento, ti dovrai allenare un tot di minuti ad intensità più elevata a cui seguiranno un tot di minuti a ritmo blando. Il numero di minuti e di intervalli dipenderà dalla condizione fisica fino ad arrivare all’HIIT (allenamento intervallato ad alta intesità). Il tempo necessario per portare a termine un allenamento del genere è di circa 20 minuti.

Ma se questo allenamento è più breve e non è il più adatto per bruciare i grassi, perché dovrebbe far dimagrire di più?

Quando ci si allena a ritmo blando, entro in famoso range di pulsazioni cardiache (60% – 75% della frequenza massima) è vero che il corpo sfrutta una maggiore quantità di grasso, ma è amche vero che il corpo si abitua facilmente a questo tipo di allenamento e quindi presto tenderà a rallentare tutti i processi vitali (metabolismo.)
Come conseguenza, il corpo “smetterà” di rilasciare il grasso, o meglio appena ne avrà a disposizione dall’alimentazione, tenderà a metterlo nelle riserve (pancia, fianchi, sedere, cosce etc…) in maniera maggiore rispetto al normale. Se alleni il corpo a bruciare grasso, l’organismo reagirà cercando di avere sempre a disposizione importanti riserve di grasso! Al contrario, allenandosi con l’IT e HIIT, brucerai meno grasso durante l’allenamento, ma innalzerai il metabolismo. Quindi, il corpo non avendo più necessità di grosse riserve di grasso, lo rilascerà più facilmente, facendoti dimagrire meglio e di più.
Ovviamente, questo tipo di allenamento deve coincidere con un’alimentazione adeguata e un allenamento di tonificazione generale che permette un ulteriore innalzamento del metabolismo. 

In qualsiasi caso, è consigliabile allenarsi almeno una volta alla settimana con un allenamento aerobico classico (i solito 40-45 minuti a ritmo blando).


Analizziamo l' High Intensity Interval Training (HIIT)

Si tratta di allenarsi con un ritmo molto alto (quasi alla “morte” per intenderci ) ma di durata molto inferiore, anche meno della metà!

Per esempio ci si può allenare sul tapis facendo 4 cicli da 4 livelli di intensità diversi: 8 km/h, 11 Km/h, 13 Km/h e 15 km/h, rispettivamente di un minuto per un totale di 16 minuti, preceduti da 3 minuti di riscaldamento e 3 di defaticamento. In precedenza, si possono allenare gli addominali, i pettorali, i tricipiti e i quadricipiti.
Questo tipo di Allenamento H.I.I.T. consuma all’incirca lo stesso numero di calorie di un Allenamento Aerobico di 40 minuti a “ritmo” brucia grassi.

A favore dell’allenamento H.I.I.T. c’ è anche il fatto che il condizionamento del corpo che provoca un allenamento simile, permette di bruciare grassi nelle ore successive alla seduta, quindi…

Meglio l’Allenamento H.I.I.T. o l’Allenamento Aerobico per Dimagrire?

Avendo sperimentato con successo entrambe, posso dirti che sono efficaci, ma per i seguenti motivi, preferisco l’allenamento H.I.I.T.:
  • Più breve.
  • I cambi di ritmo rendono il tutto meno noioso.
  • Porta benefici adatti a chi, come me, pratica uno sport misto (aerobico e anaerobico.)
  • Incrementa la capacità cardiovascolare.
  • L’ H.I.I.T. è molto più stimolante.
Di contro:
  • Se fatto come si deve è massacrante.
  • Difficoltà superiore, richiede una condizione fisica medio-buona.
Quindi, per me l’ H.I.I.T. è sicuramente migliore, ma se si è in una situazione di sovrappeso abbondante e non ci si allena con regolarità, meglio iniziare con un normale Allenamento Aerobico.




mercoledì 14 novembre 2012

Il mito della pasta che fa ingrassare

Ecco qui un nuovo capitolo di questa serie di consigli sani che vi do!
Oggi vi parlo della cara pasta. 
Ma come, noi italiane vogliamo privarci della pasta? Perchè? Perchè dicono che faccia ingrassare
Ma per favore! Ma chi l'ha detto??

Per quel che posso immaginare, si pensa che la pasta faccia ingrassare perchè essendo un carboidrato allora se non viene smaltito si trasforma in grasso, o giù di lì.
Ma in base a quale principio il riso non subisce questo medesimo destino, visto che anch'esso è un carboidrato, e che alla fine si tratta di una sola decina di calorie in meno?


♦ "Il riso è più facile da digerire". Può essere. Non lo so. Sinceramente il mio stomaco smaltisce quasi tutto senza problemi, idem il mio intestino (non entriamo qui nel dettaglio di lattosio e frittura). In ogni caso è anche vero che si dice che il riso sia astringente (= meno cacca). Ripeto: il mio organismo non si perde in dettagli futili come questi.
Forse è il bianco candido del riso che ispira leggerezza. Mmm, una conclusione poetica!
Quindi... Ok, la faccenda del riso leggiadro e la pasta chiummusa non tiene. (non tiene la cottura? ahahahaha. no battuta pietosa -.-')


♦ "La pasta a cena non si mangia perchè fa ingrassare". C'è puzza di bufala.
La pasta mangiata a cena non fa ingrassare. Garantito (questo ve lo posso provare perchè il mio organismo è piuttosto sensibile a questo genere di organizzazione pranzo-cena). Piuttosto si può dire che "E' uno 'spreco' mangiare pasta/riso a cena perchè essendo carboidrati è inutile ingerirli la sera se poi si va a dormire". Ok, ci sta. Infatti non mangio quasi mai pasta/riso a cena. Se capita pazienza, si dovrebbe fare lo stesso discorso per la pizza allora, ma non muore nessuno e non ingrassa nessuno.

In ogni caso:


♦ Tutto sta nelle quantità. Se vi sbacantate un piattone di 100gr. di pasta/riso a cena di certo non dimagrirete mai, nè farà bene al vostro organismo, a meno che non siate delle sportive, allora è un discorso a parte. Di solito se si deve mangiare solo pasta/riso come piatto unico se ne fanno 70-80gr. Nelle diete si impongono 60 gr, oppure sempre 60gr se poi c'è un condimento sostanzioso o dopo si mangia altro.


♦ A cena può andar bene, sempre senza esagerare.


♦ Consiglio: scegliete cibi integrali. Quelli bianchi sono raffinati, super-lavorati, perdono tantissime componenti nutritive durante i processi di lavorazione e incidono molto sull'insorgere del diabete (no, mica adesso, ma più avanti sì) perchè contengono carboidrati semplici (avete presente la suddivisione dei carboidrati in monosaccaridi, disaccaridi e polisaccaridi? Ecco, sto parlando di questo), mentre i cibi integrali contengono più fibre, più componenti nutritive, fanno bene, e sono due miliardi di volte più gustosi.
Un anno fa mi era capitato di mangiare della pasta bianca dopo essermi appena abituata a quella integrale. Mi sembrava di masticare acqua. No, davvero, non sapeva di nulla. Quella integrale invece ha un non so cosa di saporito che... Mmmm! Per non parlare del riso integrale, che sì, è una rottura di palle quando è da cuocere, ma ne vale la pena!


♦ Ah, importante! : quando cucinate pasta/riso avete presente che l'acqua diventa biancastra? Quello è l'amido. Una volta scolato quello si sono perse circa la metà delle calorie riportate sul pacco. Ecco come 60gr. di riso bianco hanno 60kcal, ecc. (siete scettiche? Anch'io lo ero finchè non l'ho chiesto a mia madre che ha confermato! - ricordo che mia madre è medico.)

Tutto chiaro? Riuscirete a mangiare pasta più tranquillamente? Ne vale la pena! E poi si possono cucinare in 2 miliardi di modi!! Personalmente mi chiedo come ho fatto a vivere per mesi senza pasta!



Tratto dal blog di Sonnen Blume

Come non incappare nelle abbuffate

Scrivere questo post non è semplice. Ognuna di noi si abbuffa per svariati motivi, ma direi che potrei racchiuderli all'incirca in due campi.
1) Abbuffata da restrizione
2) Abbuffata "sentimentale"

Quando c'è l'abbuffata da restrizione, cosa scatta? Bè, magari abbiamo passato un lungo periodo senza un determinato cibo, o a digiuno per un pezzo... Semplicemente il nostro corpo e la nostra mente non ce la fanno più.
Avete presente tutto quel discorso di psicanalisi di Freud, quando spiega che l'Es rappresenta le nostre pulsioni represse, e che con la nevrosi vengono fuori? 
Ecco, noi siamo più o meno così. Noi ci priviamo di miliardi di cose, ci imponiamo diete ferre (niente dolci, niente olio, niente pasta, niente carne, niente formaggi, niente pane, niente pizza, ecc) e poi... Bè, pensateci, cos'è la prima cosa che cercate nell'abbuffata? Dolci, pane, biscotti, cereali, pizza, roba del McDonalds (per chi se ne priva), Nutella, gelato, ecc. Tutte cose di cui non vogliamo nemmeno sentir parlare, e che reprimiamo, ma appena non se ne può più di tutto questo controllo ossessivo, si scoppia, è inevitabile.
Invece, come già detto più volte, basta concedersi tutto, ma con moderazione.

Nel caso di abbuffata "sentimentale", come l'ho soprannominata io in questo momento, si tratta di un'abbuffata scaturita da un sentimento (tipo stress, tristezza, rabbia, ma anche felicità). 
Quante volte vi sarà capitato? Siete incazzate nere e colpite la dispensa della cucina, o arraffate roba al supermercato. Siete tristi e il primo pensiero diventa un'abbuffata per scaricarvi.
O anche, siete felici e cominciate a mangiare, "sono così allegra che non mi importa", ma poi il senso di colpa vi travolge.
Su queste cose lo ammetto, non so cosa dire, perchè sono la prima che si lascia travolgere dalle emozioni, che il più delle volte non sa come gestirle.
Posso dire che di "abbuffate di stress" o "di rabbia" ne avrò fatte centinaia. Ma poi cosa ne rimane? Nessun vuoto viene colmato, la rabbia non passa, la tristezza peggiora (a causa della consapevolezza dell'atto appena commesso), e allora cosa ne rimane?
Forse può aiutarci questo pensiero.
Cosa mi rimane dopo? Cosa ne guadagno da questo? Come mi sento dopo?

Senz'altro, la soluzione al primo tipo di abbuffata è cercare di equilibrare l'alimentazione, non affamarsi, non eliminare cibi, ecc.
Per il secondo tipo è meglio parlare con uno psicologo. Ve lo posso dire per esperienza, è molto utile, si imparano tante cose di sè e sono soldi più ben spesi rispetto a quelli del cibo buttato nel cesso / o in farmaci.




Tratto dal blog di Sonnen Blume

sabato 10 novembre 2012

Come motivarsi per dimagrire



Effettivamente quello della motivazione è davvero uno degli ostacoli principali in cui incappa chi inizia a seguire una dieta.

E allora ecco qualcosa di utile per voi!

COME RICONOSCERE UNA BUONA MOTIVAZIONE
La motivazione giusta ha varie caratteristiche:

♦ innanzitutto è PERSONALE, ciò che motiva tantissimo un’altra persona può non avere nessun peso su di te
♦ non è razionale: ovvero tu puoi RAZIONALMENTE sapere di avere tanti buoni motivi per dimagrire ma poi non SENTIRE la spinta ad agire, che è soprattuto emotiva e non razionale
♦ è continua, nel senso che non basta motivarsi un giorno, è una cosa che va fatta ogni giorno
♦ va distinta dal desiderio, magari io “desidero” dimagrire ma non sono motivata a farlo
♦ è verificabile: una motivazione funziona solo se alla fine AGISCI, altrimenti, per quanto possa essere ragionevole o bella… non è una motivazione
♦ infine la MOTIVAZIONE è legata a emozioni FORTI, sono quelle che ti fanno agire, non necessariamente positive.

Spesso abbiamo bisogno di “risvegliarci” da un torpore emotivo in cui siamo e darci una nuova spinta e la gran parte delle volte è molto difficile farlo da soli! Per fortuna ci sono oggi dei professionisti come i coach che fanno proprio questo: aiutano le persone a ricaricarsi e a trovare per ciascuno le PROPRIE personali motivazioni che funzionano.